FOX TROT

Notte sull’Atlantico. Dio! Quanta gente su questa “barca”. Quanti sogni, quante illusioni. America! Sì, ci sputo sopra. Io qui, a sentire le loro chiacchiere. A mostrarmi cortese, ma rigido nei regolamenti. A tenere in pugno la baracca. “Signor Comandante” a destra e sinistra. Feste danzanti, tavole imbandite. Fiumi di soldi scorrono.

E il Comandante deve avere come ospiti al tavolo le personalità altolocate. Per cosa? Magari per vedere prostituirsi, sotto i propri occhi, la figlia quindicenne di un “parvenu”? E io fermo, inamovibile, imperturbabile nella mia barba bianca. Nei paramenti da sacerdote del Dio Mare. Divisa gallonata e fregi d’oro. Occhio ai problemi di rotta. Per assicurare ai mercanti di continuare a vendere la loro mercanzia nel tempio.

Mi rode. Sì mi rode la coscienza sapere che vicino alle sale macchine un’accozzaglia di povera gente si accalca. Putrescente terza classe! Turner: “Snow Storm: Steam-Boat off a Harbour’s Mouth“. Non sono io il negriero, no! Io comando la mia nave. La sua sicurezza è il mio affanno. Ordine, ordine, ordine! Il resto è feccia che non mi tange. Altri li avranno sulla coscienza. Non li getterò mai in mare! Povera gente, non capisce neanche dov’è. Ha trovato l’America su questa barca.

Ci sputo sopra all’America! “Un altro Marconigramma, Signore”. Mare di ghiaccio! E questi Creso continuano a premere. Più veloce. più veloce! Vorrei dire: Signori miei sapete che il manuale di navigazione in questi casi prescrive che si debba compiere una virata ampia verso Sud, curando di ridurre la velocità in ore notturne proprio per evitare ogni possibilità di scontro con un Iceberg? Ma va! Al diavolo tutti. “Signor Timoniere correggere la rotta a Ovest. Velocità: 22 nodi. NY è davanti a noi!”.

E l’orchestra continua a suonare.

(Esercitazione per “Vivace chi scrive””

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