Tlack tlack Trick

Tlack tlack tlack  – tlack –  tlack tlack  –  tlack tlack…trick…
Sospese la battitura. Sorpreso, attese. Non si ripeté e andò oltre.
La lingua di terra si estendeva dolce e lineare, specchiandosi nel cristallo dell’acqua ma
Trick trick…
Restò  con il medio della mano sinistra sospeso sulla lettera r, mentre già l’indice destro si stava avventando sulla i. Cos’era quel rumore? Proveniva da lui o da chi altri? Attese nuovamente, ma dopo qualche attimo concluse che se l’era immaginato e riprese.
…rina.  Spicchi di sole a miriadi si riflettevano in mille ondulazioni sulla liquida superficie appena smossa dal v… trick trick trick
Il medio della sinistra s’incastrò sulla lettera e. Infastidito, sospese la scrittura. Rilesse le due righe che aveva impiantato sul foglio di carta bianca, mentre già la fabula si muoveva come un gatto in caccia nell’ombra del giardino della sua fantasia. La suggestione letteraria, impellente, ebbe il sopravvento e picchiò sulla tastiera: …ento di levante. Era una magnifica mattina di agosto. Il sole s’era levato presto sull’imbarcazione all’ancora dietro il faraglione roccioso, al riparo …
Trick trick trick trick, ribattè l’impertinente intruso, tornando, subito dopo, a zittire. Rallentò, ma non sospese le battute restando con le orecchie tese.
…dai capricci di Eolo… Trick trick trick trick trick…
Non poté neanche giungere al punto, che di nuovo lo interrompevano. Sembrava una congiura. Allora lo facevano apposta! Volevano che perdesse la calma. Ma chi cacchio si nascondeva  lì? Quale scribacchino d’accatto poteva nascondersi dietro quella beffarda imitazione? Spazientito, pensò: – Se la do vinta e mi incazzo, chiunque sia, ne avrà gusto. È meglio aspettare. Intanto verrà fuori. –
Si schienò sulla sedia ergonomica e sfilò dal pacchetto di sigarette, che occhieggiava lì accanto, un tubicino col filtro. Incollò il bordo di cellulosa al labbro, senza accendere, e continuò a valutare le sensazioni che quel racconto gli ispirava. Era già arrivato a buon punto di elaborazione, quando, inconsciamente, si ritrovò a battere quel che gli dettava la mente. Ripartì dal punto.
Ma, di nuovo quel trick trick trick trick trick trick, gli congelò quel “.” che aveva scagliato sul foglio con l’intento di gettarsi alle spalle il passato e sviluppare il racconto rapidamente.
Gli si accartocciarono le dita e  gli si rattrappì la memoria. Si ritrovò come su di un Suv che spinto alla massima velocità pattinava su di un macchia d’olio incautamente versata sull’asfalto. Sbatté il naso alla tastiera. “Non è possibile!”, urlò, imprecando contro il maledetto disturbatore che si permetteva d’interloquire in quella maniera sfrontata.“Basta! Dove sei? Vieni fuori, maledetto, fatti vedere!”
Furioso brandì il mouse in attesa che qualcuno si facesse vivo. Ma la pausa si prolungava e il silenzio incupiva la stanza. Si alzò guardingo, muovendosi piano. Girò intorno al computer in maniera da sorprendere chiunque vi si nascondesse dietro. Lo schermo e l’unità centrale gli volgevano le spalle, intimamente connessi dai cavi, nella loro scheletrica nudità, senza alcuna intrusione esterna. Imbestialito, scostò la tenda alla ricerca del miserabile, senza nessun effetto. Gli venne in mente che poteva essere qualcuno dall’esterno, ma la finestra era chiusa e anche la porta. Già, la porta! Si avvicinò cautamente alla maniglia che l’invitava a torcerle il naso. Poggiò l’orecchio al legno per spiare movimenti sospetti. Niente! Girò lentamente il pomello che, ben oliato, trattenne il fiato. Spalancò di colpo l’anta sicuro di sorprendere l’incallito scocciatore. Il buio del corridoio, livido, si ritrasse alla luminescenza del video.
Nessuno!
Irritato, spazientito, furioso, deluso tornò al computer. Con una pedata scostò dalla workstation l’ergonomica a rotelle che sussultò con un gemito. Buttò il fondoschiena sul pianale della bistrattata poltroncina che scricchiolò paurosamente. Trick trick trick trick TRICK!   
La poltroncina si schiantò a terra, trascinandolo nella caduta. 
Frastornato, il superstite del pauroso crollo, a fatica, sollevò le natiche doloranti. Pur tenendosi le reni, ebbe un moto di sollievo.
Finalmente aveva capito!
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