SALINA – Terra ca nun senti – Cu nesci arrinesci

“Comu jè cavùru chistu soli! All’ummira do’ faro pi chistu disertu ri mari e ri sali è bellu ristari. E u ventu chi arrizza le carni? Beddu stari stinnicchiatu e nun pinzari a nenti. Sinti, sinti u ventu ca tùorci i canni …! A maiu n’commenzano a vulare i lapi. E ronzano, comu ronzano. I puncigano…

IL CIABATTINO

Chino sulla tastiera, a battere come un ciabattino che risuola le scarpe; mastica chiodi tenendoli serrati per la punta fra le labbra, in modo che la testina sia pronta per essere prelevata all’occorrenza; uno alla volta li prende e li incunea nella suola. Un colpo sicuro, poi un altro più forte, uno di seguito all’altro, e…

NEVE, NEVE!

Durante la notte sul villaggio era caduta abbondante la neve. La vidi dal letto appena mi svegliai; sul davanzale si era posato un soffice cuscino bianco e anche il tetto della stalla ne era gonfio. Mi vestii e discesi in fretta la scala di legno. La cucina, come spesso accadeva, era avvolta nel fumo e…

Il veltro

  Le spalle al muretto a secco, il piede rialzato su di un masso nel comodo stivale “vierzon le chameau”, in cautchouc, serrato al polpaccio, imbiancato di polvere e intriso di fango e terra, mi sorprendo a ripensare a me stesso. La doppietta penzola dall’omero. Boccheggia, a canne aperte. Punta, inutile, verso il basso. Disarmando…

YOUTUBE

    Cerca in YouTube Nucciopoesia sono presenti le seguenti produzioni poetiche: Ridere – Bolle di sapone – Voce – Flipper

ANNO DOMINI 1265

Pandolfo dominus in Labro, Manfredi imperante. – Tristi anni, questi! – rimugina Pandolfo, seduto sulla panca, i pugni chiusi alle tempie, i gomiti contro il tavolaccio che poggia sui cavalletti della cucina, uno stanzone desolatamente lungo rispetto alla larghezza. Lo sguardo acuto percorre ogni pietra, accarezzando ogni sbalzo della parete. Al centro del rettangolo troneggia…

E 646 – Il Treno

  Correva silenzioso nella notte. L’emozione prendeva nel salire su un treno così lungo a quattordici anni, quando i viaggi non erano alla portata di tutti e molti non ne  sentivano la necessità. L’espresso per Roma era pronto sul terzo binario alle 24,20, prima che le ore diventassero piccole. Il pantografo s’era sollevato silenziosamente in testa all’E646,…

No-fly zone

Le apparecchiature elettroniche davano ripetuti segni di irrequietezza fino a quel momento. Era iniziato tutto all’alba. Gli operatori, addetti al radar dell’aeroporto Cristoforo Colombo, avvertirono delle interferenze nei loro apparati: intermittenze nel segnale delle radio frequenze. A quel punto ci fu un incremento parossistico. I radar impazzivano, bombardati da campi elettromagnetici d’insolita intensità. RF colpivano la…

Bagliori

Una luce intensa s’aprì il varco, un puntino in lontananza sempre più arrogante. Senza rumore, senza soste, avanzava a velocità costante, ingigantendo. Finché il biancore accecante non gli impedì di vedere oltre. Catalizzava l’attenzione. Intorno, un deserto di nulla. Alle spalle, l’impressione di buio perenne. Inizio o fine di qualcosa? Una forza inerziale progrediva avvolgendo…

SVETLAN RADI

Un desiderio improvviso l’assale. Saltare nell’acqua dall’alto del ponte. Volare così; dolcemente planare.  Allarga le braccia, mentre la cappa si stende, prende il vento fra braccia e corpo, come la pelle dello scoiattolo volante che ha visto quand’ero ragazzo nelle foreste del Paese dove è nato. Il patagio aperto,  plana sul pelo del fiume che scorre,…

Il coccio

Un coccio di creta, in controluce, era l’unica visione che l’occhio, abbagliato, riusciva a selezionare. All’ombra del ginepro coccolone, lo smalto giallo-ocra del collo dell’orcio risaltava sulla panciuta, ruvida protuberanza di terracotta lasciata grezza. Poggiava di sghembo fra due pietre aguzze che lo sostenevano, ritto in piedi, con l’unico occhio rivolto verso il cielo. Il terreno disseccato al di là…

Fra instabili pietre, fra sassi sguscianti, esili corpi protendono al caldo sole, schiudono diafane corolle, brillano tenui lillà, minute, affamate d’aria salmastra, dita di sterpi arse, vibrano nella brezza leggera, una macchia sul ciglio di ghiaia, [fame di vita.